Amianto: il Parlamento europeo vuole ripulire l’Europa.

Andrea Zanoni, deputato al Parlamento europeo
Comunicato stampa del 14 marzo 2013.
Amianto: il Parlamento europeo vuole ripulire l’Europa. Sgambetto
alle discariche di amianto.
Il Parlamento europeo approva una relazione, rafforzata dagli emendamenti presentati da
Andrea Zanoni, che chiede una strategia UE per eliminare l’amianto da tutti gli edifici e
smaltirlo in modo sicuro. “Ripuliamo tutti gli angoli d’Europa da questa pericolosa sostanza
che ci avvelena silenziosamente. Rifiuti di amianto solo in discariche per rifiuti pericolosi. SI alla loro inertizzazione in appositi impianti. Mosole si rassegni, la discarica di amianto di
Paese non s’ha da fare”.
Il Parlamento europeo ha approvato la relazione dell’eurodeputato Stephen Hughes (socialista, britannico), sulle “minacce alla salute dei lavoratori dovute all’amianto e prospettive di abolizione totale di tutto l’asbesto esistente” (558 favorevoli, 51 contrari, 5 astenuti). Il testo approvato era stato rafforzato dai 12 emendamenti presentati e approvati in commissione sia Ambiente che Occupazione e Affari sociali da parte dell’eurodeputato Andrea Zanoni. “Un passo avanti verso la
messa in sicurezza dell’amianto in tutta Europa e misure concrete per ripulire tutti i siti, a partire dai posti di lavoro fino alle abitazioni e discariche pericolose”.
Il Parlamento europeo chiede una strategia Ue per eliminare l’amianto che, nonostante il divieto esistente su scala comunitaria, si trova ancora negli edifici, nei tubi dell’acqua, nei treni e nelle navi.
La relazione approvata comprende l’introduzione di “un registro pubblico degli edifici contenenti amianto negli Stati membri” e “la garanzia che i lavoratori assunti per rimuoverlo siano sufficientemente qualificati”. La strategia dovrà coprire il periodo dal 2014 al 2020.
Zanoni: “L’irresponsabile abitudine di conferire l’amianto in discarica deve cessare quanto prima.
Per questo, nelle commissioni competenti, ho cercato di rafforzare il testo oggi approvato con una serie di 12 emendamenti che, ad esempio, prevedono che questi rifiuti devono essere inertizzati attraverso le nuovissime tecnologie oggi a disposizione evitando il ricorso alle “discariche”.
Quello di oggi è un voto che finalmente va contro a tutti quei progetti, come quello della discarica della Terra a Paese (TV), che incredibilmente prevedono ancora il conferimento di un rifiuto pericoloso e cancerogeno come l’amianto in discarica”, concludel’eurodeputato.
Nel BACKGROUND il dettaglio del contenuto degli emendamenti presentati da Zanoni e confluiti nel testo approvato oggi a Strasburgo.

 

BACKGROUND

Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il numero di casi di malattie legate all’amianto nella sola Unione europea è compreso tra i 20.000 e 30.000 all’anno. Tutti i tipi di amianto sono riconosciuti come pericolosi per la salute dell’uomo e gli effetti nocivi a seguito dell’inalazione delle fibre di asbesto, come il tumore al polmone e il
mesotelioma pleurico, possono manifestarsi addirittura dopo alcuni decenni (anche dopo quarant’anni).
Gli emendamenti presentati da Zanoni erano stati approvati lo scorso 28 novembre in commissione ENVI, Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, commissione competente per parere destinato alla commissione EMPL Occupazione e Affari sociali (relazione dell’eurodeputata Sabine Wils) che li ha poi approvati il 25 gennaio 2013.
Ecco il contenuto degli emendamenti presentati da Zanoni:
– Divieto dell’amianto entro il 2023. Invita la Commissione e gli Stati membri ad accettare il termine del 2023, proposto dai sindacati, per un divieto totale dell’amianto in tutta l’Ue e ad abbassare al minimo il valore limite di esposizione dei lavoratori alle fibre di amianto previsto nella direttiva 2009/148/CE.
– Bonificare tutti i siti e le discariche e prevedere processi di inertizzazione. Invita la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi per la bonifica di tutti i siti pubblici e privati interessati, comprese le discariche di rifiuti di amianto non sicure e a promuovere processi alternativi ecocompatibili e sicuri, come l’inertizzazione, per la trasformazione di rifiuti contenenti amianto e per il successivo riciclaggio del materiale risultante utilizzabile nel settore delle costruzioni.
– L’Ue vigili sulla direttiva relativa alle discariche. Invita la Commissione, in considerazione della persistente insufficienza di controlli da parte di molti Stati membri, a vigilare sulla corretta applicazione della direttiva 1999/31/CE affinché qualsiasi rifiuto contenente amianto sia classificato come rifiuto pericoloso e pertanto smaltito solo ed
esclusivamente in specifiche discariche per rifiuti pericolosi in modo da evitare la contaminazione dell’aria e delle sottostanti falde acquifere.
– Raccolta dati sulle malattie professionali dovute all’amianto. Gli Stati membri devono garantire che tutti i casi di asbestosi e di mesotelioma siano registrati in una raccolta sistematica di dati sulle malattie professionali da amianto per fornire una mappatura attendibile della presenza di amianto attraverso l’istituzione di un registro obbligatorio esistente in edifici pubblici e privati, navi, treni, bunker, tunnel, gallerie, tubazioni delle reti acquedottistiche pubbliche e private,
e che in detto registro siano anche chiaramente segnalate le discariche di rifiuti di amianto, in modo da evitare la movimentazione inconsapevole di questi materiali.
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