Convegno “ANCORA AMIANTO” – 5 ottobre 2009

RELAZIONE CONVEGNO 5 ottobre 2009
Salone Di Vittorio – Camera del Lavoro di Milano – c.so di P.ta Vittoria n. 43
“ANCORA AMIANTO “
Smaltimento – Discariche – Nuove tecnologie
L’iniziativa di quest’oggi è il secondo appuntamento a distanza di un anno dall’avvio
di un percorso della Camera del Lavoro di Milano in collaborazione con la nostra
gemellata Camera del Lavoro di Oristano sui problemi che derivano dall’amianto.
Il 27 ottobre del 2008 si è tenuto il primo convegno nel quale abbiamo affrontato
insieme questo tema dal punto di vista sanitario, previdenziale e ambientale.
Abbiamo messo a confronto le esperienze delle due Camere del lavoro, le due ASL,
le rispettive Rappresentanze Politiche ; abbiamo ascoltato i pareri di illustri
ricercatori e le testimonianze di altri sindacalisti.
In quella occasione si è parlato, forse per la prima volta in Lombardia, di nuove
tecnologie di smaltimento , prendendo a riferimento per la nostra discussione l’unica
esperienza concreta in Italia di un impianto di inertizzazione delle fibre d’amianto,
localizzato in Sardegna per la bonifica di una discarica abusiva nel Comune di
Arborea.
Ed è dall’esperienza di Arborea che siamo venuti a conoscenza che quel impianto di
inertizzazione (peraltro una novità assoluta tra le tecnologie realizzate nel campo
dello smaltimento dell’amianto) era autorizzato dalla Regione Lombardia…
Quella iniziativa è stata per noi il volano di un impegno che la CGIL di Milano ha
portato avanti nei mesi scorsi, ad iniziare dai confronti tenuti con gli Assessorati
lombardi della Sanità e di Reti e Servizi.
Premesso che…
La Regione Lombardia sino al 2008 era ancora orientata a smaltire l’amianto solo in
discarica ……E nei progetti di nuove discariche c’era anche Cappella Cantone, in
provincia di Cremona…..bloccata come sappiamo per mesi dalle contestazioni del
territorio….E’ di qualche giorno fa la notizia che la discarica si farà….. Di questo ci
parlerà questa mattina nel suo intervento il Segretario della Camera del Lavoro di
Cremona.
Che non ci fossero sino ad un anno fa in Regione Lombardia progetti di smaltimento
diversi dalla discarica lo si evince anche dall’ impegno di risorse economiche a
bilancio nel piano regionale amianto (il PRAL) , che sino al 2008 sono state poco più
di milione e mezzo di euro…….
Troppo poco per pensare ad un piano di smaltimento che metta in sicurezza i cittadini
lombardi dalla massiccia presenza d’amianto.
Dalle ultime rilevazioni, a fronte di circa 66 milioni di metri cubi d’amianto presenti
in Italia, si stimano circa 2.800.000 metri cubi sulle coperture della Lombardia.
In provincia di Milano se ne stimano 784.800 metri cubi…..….c’è presenza di
amianto negli edifici pubblici….nelle residenze di edilizia pubblica…
Ricordiamo tutti le denunce degli inquilini e del sindacato che li rappresenta, riportate
ancora recentemente dai giornali.
Anche il Teatro della Scala è stato investito dal problema della presenza d’amianto
nonostante sia stato ristrutturato recentemente…..
I dati che vi riporto sono stati registrati dalla Regione Lombardia con la tecnica del
telerilevamento fatto su 4 aree corrispondenti a 2.000 m. quadrati di territorio e sulla
base di questo dato si è stimato un quantitativo totale pari a 2.800.000 m cubi
sull’intera regione…..
Questa tecnica rileva solo le coperture, i tetti in cemento amianto, …..C’è allora
ragione di ipotizzare che i dati veri siano più alti….. ..perchè i composti d’amianto
sono presenti nell’ambiente sotto svariate forme e diffusi ovunque, ma non sono
mappati, anche perché è difficoltoso poterlo fare con precisione.
Lo abbiamo anche nelle piccole quantità domestiche, nei muri, nelle canne fumarie,
nei tetti dei capannoni industriali… Ne abbiamo in città e nelle campagne ,lo
troviamo abbandonato nei boschi e nei prati, oltre ad esserci nelle scuole, ospedali,
chiese, ferrovie…….fabbriche
L’amianto uccide, uccide con l’arma silenziosa della nocività di ogni sua fibra
liberata nell’aria e respirata….
Se oggi l’amianto in Italia non è più nei processi produttivi è per effetto della legge
257 che nel 1992 ne ha proibito l’uso, la produzione e la commercializzazione,
ma la bonifica in Lombardia è rallentata perché ancora non abbiamo soluzioni
alternative alla discarica e portarlo all’estero ha costi proibitivi.
Dopo la chiusura per completamento della discarica di Mantova, l’amianto dismesso
è rimasto in gran parte fermo in depositi e magazzini o lasciato dov’è perché non ci
sono risorse sufficienti per inviarlo a smaltire fuori dall’Italia…..
Con questa situazione il pericolo di contrarre malattie è molto alto…..
Le voci di protesta in questi anni sono state tante, il messaggio alle istituzioni è
arrivato da più parti:
dai cittadini, dalle associazioni, dal sindacato per far si che anche la Regione
Lombardia si ponesse l’obiettivo di diversificare il suo piano di smaltimento amianto,
non lasciando alle sole discariche la soluzione del problema come è stato fatto in
passato.
Tantè che nel corso del 2009 si è finalmente preso in considerazione l’ipotesi di
dotarsi di nuove tecnologie di smaltimento.
Sappiamo che è già stato depositato un progetto in fase di VALUTAZIONE DI
IMPATTO AMBIENTALE di un impianto di inertizzazione.
…..Sappiamo, dagli incontri fatti in Regione, che quel progetto è sottoposto a
verifiche tecniche e che in tempi anche se non brevi potrebbe essere localizzato a
Montichiari in provincia di Brescia.
La tecnologia di questo impianto è simile a quella sperimentata ad Arborea….
Abbiamo ragione di credere che avere mosso un anno fa una discussione sulla
diversificazione dello smaltimento, può aver aiutato la Regione a ragionare anche su
altre scelte ,,,,,,,,,……e queste scelte noi le condividiamo.
Le condividiamo perché rispondono all’urgenza di intervenire concretamente nel
processo di smaltimento dell’amianto in Lombardia che è l’unica e vera forma di
prevenzione dalle malattie causate dall’amianto.
I cittadini sono ogni giorno sottoposti a rischio perchè le coperture, il cemento
amianto e altro, per rottura o per vetustà possono liberare fibre nell’aria ed è
possibile che queste continuino nel loro micidiale danno alla salute delle persone
anche dopo molti anni.
….Sappiamo che il mesiotelioma pleurico, il tumore polmonare provocato con
certezza dall’amianto…..può avere una latenza di 30/40 anni….Abbiamo una stima
ufficiale del Ministero della Sanità sul picco temporale che questa malattia potrebbe
avere ed è intorno al 2015-2020…..
In Lombardia nel 2007 risultano 327 decessi accertati per mesiotelioma …e il dato è
stato in salita rispetto agli anni precedenti……e rischia di salire in futuro…
In Italia si stimano 1.200 morti all’anno per malattie asbesto-correlate.
L’amianto uccide e produce malattie polmonari importanti ed è per questa certezza
che chiediamo alle nostre Amministrazioni di mettere in campo risorse e mezzi
adeguati per la bonifica del territorio, con una particolare attenzione alle nuove
tecnologie.
Chiediamo che si investa al più presto sulla prevenzione e sulla informazione.
Di amianto se ne parla poco e temo che la maggior parte dei cittadini esposti non
abbia consapevolezza della sua pericolosità.
I cittadini devono sapere, devono essere informati (scuole, medici di base, ecc…)
Chiediamo certezza che la salute venga salvaguardata, che le discariche, qualora
fossero tra gli strumenti scelti per lo smaltimento, vengano localizzate con la
condivisione delle amministrazioni e della cittadinanza che le dovrebbe ospitare.
Senza il coinvolgimento dei cittadini e con procedure trasparenti, siamo tutti
legittimati a pensare che non si sia fatto a sufficienza per la salvaguardia
dell’ambiente e della salute ….Le esperienze storiche ci hanno insegnato ad avere
diffidenza….. ce lo insegnano i tanti episodi che vedono il territorio e l’ambiente
sacrificato al guadagno e al potere, e non solo di quello malavitoso
….Ce lo insegnano le navi affondate criminosamente con i loro carichi
inquietanti….Ce lo insegnano quelle fabbriche e quei territori colpiti da elevati
numeri di decessi e malattie …di cui si teme la strana coincidenza tra attività
produttive ed effetti sulla salute dei lavoratori e dei cittadini …….(cito qui la Cuffàro
di Brescia…la Pirelli …l’Ansaldo..le Breda…la Falck…l’ISPRA di Paderno…la
Fibronit…e altre ancora…)
Crediamo giusto pretendere da chi ci amministra responsabilità e chiarezza….
rispetto del territorio e della salute di tutta la popolazione e che qualsiasi impianto di
smaltimento prima di essere avviato debba passare attraverso una severa analisi di
tecnici che ne certifichino la totale messa in sicurezza.
Sulla scelta di Cremona e di Montichiari lasciamo quindi agli esperti il giudizio, noi
riteniamo però fondamentale che si favorisca la ricerca su tutte le nuove tecnologie
presenti sul mercato da affiancare a quelle storiche .
Voglio ringraziare Legambiente Lombardia che sta condividendo con noi questa
impostazione di pensiero e di lavoro con l’obiettivo di continuare su questo percorso
che ci vede oggi insieme in un convegno nato dal legame storico tra le due
organizzazioni e da una piattaforma nazionale elaborata nello scorso mese di marzo,
tra CGIL NAZIONALE LEGAMBIENTE, IRES e SUNIA.
In quella piattaforma sulla tutela dell’ambiente, proponiamo anche un piano
nazionale di smaltimento dell’amianto realizzando in ogni regione un impianto di
inertizzazione e avviando nel contempo un processo di sostituzione dei tetti di eternit
con pannelli fotovoltaici, sfruttando incentivi fiscali, ma anche investendo risorse
pubbliche per favorire l’iniziativa di smaltimento dei privati che ad oggi non hanno
obblighi di legge ne tanto meno aiuti economici.
La piattaforma è peraltro sostenuta da una direttiva europea che prevede
obbligatoriamente lo scambio delle coperture di amianto nelle zone rurali con
pannelli fotovoltaici entro il 2012.
L’Italia si dovrà attrezzare.
Infine, vogliamo lanciare un messaggio alle nostre strutture sindacali….
Ci sono territori che hanno lavorato con grande impegno e con risultati importanti
sul problema amianto, ma senza che queste loro esperienze venissero coordinate.
Ricordo qui alcuni territori tra i più significativi: CASALE –PADOVAMONFALCONE-
CREMONA-MANTOVA-ORISTANO-MILANO e altri ancora…..
L’impegno è stato ed è gravoso ma è anche segnato da una solitudine non più
sostenibile.
Crediamo che in CGIL sia tempo di costituire un COORDINAMENTO
NAZIONALE che faccia sintesi di tutte le esperienze e dell’impegno dei territori,
perché queste possano tradursi in proposte forti da rivendicare a livello politico e
istituzionale.
Abbiamo bisogno che le voci e le idee di tutti vengano messe in relazione per
ottenere risultati sul piano legislativo che ad oggi sono ancora disattesi.
Abbiamo in sospeso in particolare la legislazione sui benefici previdenziali e sul
FONDO per i malati e i famigliari delle vittime d’amianto .
Chiediamo ai territori di condividere con noi la necessità di coinvolgere le nostre
strutture regionali e nazionali affinché queste esperienze diventino la forza della Cgil
tutta, al fianco delle altre organizzazioni che sono impegnate da anni in questa dura
battaglia.
E per finire…..per dare concretezza agli impegni che da questa nostra iniziativa
potranno prendere forma e contenuto…Per dare alle istituzioni qui presenti il senso
di questa giornata…e anche un esempio concreto da seguire…affinché iniziative
come questa non siano viste come una bandiera o un evento pubblico che inizia alle
10 e finisce alle 13.30……..ma come un momento per trovare risposte concrete e
condivise ad un problema complicato, che ha procurato dolore di intere
famiglie……
E il dolore è qualcosa di davvero concreto.
Per lanciare un messaggio di continuità vorrei si prendesse a riferimento
l’esperienza della Signora Romana Blasotti Pavesi….
Molti di voi la conoscono per la nota vicenda dell’Eternit di Casale Monferrato.
Nel nostro precedente convegno la Signora Romana (era con noi) e ci ha raccontato
la sua esperienza nata da una tragedia personale che l’ha vista perdere il marito…la
figlia….la sorella…e altri amici, conoscenti….
Di quel dolore la Signora Romana, con coraggio e forza straordinaria, ne ha fatto
un impegno civile importante… grandioso…..al fianco dei nostri compagni della
camera del lavoro di Casale: Bruno Pesce e Nicola Pondrano.
Insieme sono stati i protagonisti di anni di battaglie legali e politiche, con l’obiettivo
di dare risposta a quel dolore e al dolore di tante famiglie. Vi ricordo che le vittime
della multinazionale Eternit in Italia sono state circa 2.200, tra ex dipendenti e civili,
di questi.. 1378 sono le vittime di Casale Monferrato….una strage….e la lista
purtroppo continua ad allungarsi…
Grazie al loro impegno si è portata avanti una coraggiosa battaglia per affermare le
responsabilità di chi sapeva e non ha agito e per ottenere un risarcimento per i
famigliari delle vittime di quella tragedia….
Il loro impegno è oggi in parte soddisfatto dalla recente sentenza del Tribunale di
Torino di rinvio a giudizio dei proprietari della multinazionale.
La CGIL nazionale a questo processo si è costituita parte civile .
Ecco….il loro esempio di coraggio e solidarietà mi piacerebbe diventasse esempio
per tutti, a partire da noi sino ad arrivare al cuore delle istituzioni politiche locali e
nazionali che hanno il compito di governare.
E chiudo …
Lo slogan coniato dalla Regione Lombardia e dichiarato nel piano amianto (il
PRAL)….. è
“2016 AMIANTO FREE ” …LIBERI DALL’AMIANTO ENTRO IL 2016….
Il nostro auspicio è che questo obiettivo venga realizzato …..E’ importante quindi
che oggi le istituzioni presenti ci dicano come intendono attrezzarsi per concretizzare
questo obiettivo.
La CGIL è disponibile a fare la sua parte e ricordiamo ancora l’importanza che le
scelte delle istituzioni vengano fatte non con l’ autorità ma con la trasparenza e il
coinvolgimento di tutte le rappresentanze con l’obiettivo condiviso della
salvaguardia della salute dell’ambiente e dei cittadini lombardi.
Grazie.

 

 

Intervento amianto Milano 5 Ottobre 2009
Ringrazio la CGILdi Milano
Vorrei iniziare il mio intervento sottolineando il valore della risoluzione dell’organizzazione
internazionale del lavoro di Ginevra del giugno 2006 credo che sia estremamente incoraggiante e rappresenta finalmente una presa di coscienza forte sulle problematiche dell’amianto e non può essere diversamente quando si stima che annualmente i casi accertati di mesotelioma pleurico continua a crescere di 4 mila all’anno.
Non si può non preoccuparsi che continui , spesso in maniera inadeguata , l’esposizione all’amianto in particolare nelle attività di rimozione, di restauro di edifici, di disarmo navale e gestione dei rifiuti quindi nei processi di bonifica dei prodotti contenenti la fibra.
E’ difficile non indignarsi e preoccuparsi per una situazione che si presenta incredibilmente complessa e che senza owiamente creare allarmismi , deve far diventare una priorità nel nostro paese l’intervento di bonifica dei prodotti contenenti I’amianto al fine di attenuare gli effetti devastanti sulla salute dell’uomo e in prospettiva eliminare del tutto il rischio.
Per tanto tempo la sensibilità attorno a questi temi non si concretizzata in atti e azioni coerenti; dopo il ’92 sono state introdotte nuove disposizioni legislative e decretti attuativi ma i presupposti contenuti nella 257192 molto spesso sono stati disattesi accumulando colpevoli ritardi, e poche sono le Regioni che si sono dimostrate capaci di assolvere ai dettati delle leggi in tempi relativamente accettabili
Certo sono state chluse le cave e i siti produttivi, si sono sviluppate tutele sanitarie ( E Dell’altro giorno
l’accordo siglato tra IL coordinamento ex esposti della CGIL di Oristano e la Direzione ASL 5 in merito alla
sorveglianza sanitarja ) si sono sviluppate nel tempo tutele previdenziali richieste di risarcimento dei
danni provocati dalla fibra Processo ETERNIT ma molto dei contenuti di quelle disposizioni legislative è
rimasto disatteso e dietro una sempre dichiarata volontà da parte di tutti i soggetti politici sociali
economici e imprenditoriali ben poco è stato realizzato concretamente
Il nostro obbiemvo comune è oggi quello di tenere alta la guardia, rilanciando l’attenzione su questi temi
coinvolgendo tuttl I soggetti preposti a mettere in atto le disposlzloni legislative e possibilmente andare
oltre in termini di proposta, adoperandoci per recuperare il tempo perduto
Credo che ci sia l’esigenza di chiudere il cerchio completando la filiera degli interventi e razionalizzando
gli stessi in una ottica di nuovo e forte impegno finalizzato ad attuare quanto previsto dalle leggi vigenti
dando risposte alle domande che emergono dal mondo del lavoro dalle istituzioni dalla società in genere.
Dobbiamo convincere gli scettici dobbiamo avere la stessa determinazione che ha permesso i grandi
risultati degli anni 70-80-90 ho sempre sostenuto la necessiti e l’importanza di una azione del sindacato
Nazionale rivolta sulle problematiche dell’amianto con l’obbiettivo di superare l’emergenza, individuare
soluzioni condivise da tutti rivolte a eliminare il rischio per questo si rende necessario un lavoro in
sinergia tra le associazloni i coordinamenti ex esposti associazioni ambientaliste e le categorie sindacali
dei lavoratori impiegati nelle bonifiche e nello smaltimento dei prodotti con presenza amianto ( l NUOVI
ESPOSTI )
Abbiamo sempre parlato in merito al rischio amianto riferendoci a quello che & stato, OGGI si apre
Un nuovo capitolo una nuova sfida bonificare il territorio dall’amianto lavorando in sicurezza non
possiamo permetterci una ulteriore strage di persone decedute a causa dall’esposlzione della fibra
durante la fase di bonifica attenzione questo e un reale rischio.
La Sardegna sotto questo profilo fino al 2005 ha dimostrato tutte le sue difficolta e poca attenzione in
fatti e datata Dicembre 2005 la legge n022 sulle norme per l’approvazione del piano regionale di
protezione decontaminazione smaltimento e bonifica dell’ambiente ai fini della difesa dai pericoli
derivanti dall’amianto .
La attuazione dei contenuti della legge regionale ha permesso di iniziare concretamente un percorso
verso la bonifica e io smaltimento deli’amianto con misure importanti come il censimento la ma.p .p atura
dei si8 inquinanti sia pubblici che privati predisporre il piano Regionale di bonifica indispensabile per
una reale programmazione sugli interventi e utile a individuare le risorse finanziarie.
Sempre nella attuazione dei contenuti della legge Regionale Abbiamo chiesto e ottenuto di incentivare la
bonifica e smaltimento dell’amianto presente nelle abitazioni ad uso civico destinando ai cittadini un
contributo a fondo perduto per un importo pari al 50% della spesa complessiva del costo di bonifica
questo punto ha permesso di abbattere i costi elevati della bonifica circa 264 EURO per 100 KG di
prodotto ottenendo anche importanti risultati in termini occupazionali nel settore deil’edilizia in fatti nel
2008 le pratiche evase di contributo sono state circa 965 ogni pratica ha significato l’apertura di un
cantiere con non meno di 4 addetti
Oggi siamo in piena emergenza ambientale e sanitaria , siamo in presenza di un aumento di Interventi
abusivi di bonifica eseguita anche dai singoli cittadini che eliminano piccole quantita di prodotti
contenenti amianto anche nei cassonetti addebiti alla raccolta rifiuti solidi urbani
In tal senso h importante il progetto dell’assessorato ambiente della provincia di Oristano che in
collaborazlone con il ministero dell’ambiente ha promosso la micro raccolta porta a porta dei prodotti e
materiali contenente amianto a costo zero per i cittadini il materiale raccolto verrà a sua volta inviato
presso i centri regionali di conferimento autorizzati
Dobbiamo riuscire nel nostro paese a effettuare interventi di bonifica a termini di legge eliminando gli
interventi abusivi che sono causa di inquinamento ambientale , deturpano inoltre le periferie delle
nostre citth oltre naturalmente al danno alla salute sia dei lavoratori e dei cittadini in questo contesto
diventa indispensabile istituire in ogni Regioni l’albo delle imprese abilitate nel settore bonifiche
amianto .
L’innovazione tecnologica, la ricerca, la formazione professionale, la qualita del lavoro il rispetto delle
regole sono gli elementi necessari per intervenire in modo concreto assal diverso dal passato in un
settore importante come quello ambientale e delle bonifiche creando sviluppo economico e sociale e
occupazionale in un paese che attraversa un grave momento di crisi
In questo contesto dlventa importante indispensabile favorire e incentivare ulteriormente chi dedde di
rimuovere gll elementi in cemento amlanto come le coperture in eternit per sostituirle con panelli
fotovoltaici ricordo a tutti che nel 2012 una direttiva europea impone che tutte le strutture agricole
zootecniche devono essere bonificate dall’amianto per questo già da oggi il governo dovrebbe emanare
direttive alle regioni afinchh predispongono i progetti regionali per attuare e incentivare la sostituzione
delle lastre con i panelli fotovoltaici creando i presupposti per un risparmio energetico nei rispetto
ambientale e inoltre si ottengono risultati significativi in termini occupazionali. Altro che centrali nucleari
Ecco perché Abbiamo accolto con favore il documento scaturito nell’incontro tra la CGIL Nazionale Lega
Ambiente IRES SUNIA svoltosi nel marzo 2009 con all’ordine del giorno ” contro la crisi per combattere
la recessione creare lavoro vincere la sfida climatica,” infatti nel documento si conferma la necessita di
individuare in ogni regione un impianto di inertizazzione per conferire e smaltire i prodotti e la fibra
amianto.
giada tempo noi sosteniamo la necessità di individuare nuove modalità di conferimento e smaltimento
dei prodotti contenenti fibra amianto in quanto e impensabile continuare a conferire e smaltire I’amianto
in discariche che oramai sono a esaurimento di capienza inoltre stiamo solo rimandando il problema e
per alcuni versi lo stiamo aggravando.
in alcune regione come la nostra l’attuale assetto impiantistico regionale non prevede discariche per
rifiuti pericolosi rendendo necessario il trasferimento fuori dalla Sardegna dei rifiuti contenenti
amianto diversi da quelli con codice CER 170605 come previsto dalle normative Europee, con tutte le
conseguenze che questo fatto comporta in merito di sicurezza sanitaria ed ambientale. CASO LA
MADDALENA
Sono stimati clrca 3 miliardi di m2 di copertura cemento amianto ETERNIT – i quantitativi di materiali
contenenti amianto ancora presenti sul territorio Italiano sono circa 33 mllloni dl- tonnellate,
t- . .
Pare evldente che Impensabile contlnuare a conferire e smaltire i prodotti contenenti I’amianto in
discariche pertanto si rende necessario aprire un serio confronto in merito alle nuove tecniche di
smaltimento e bonifica dell’amianto.
A questo proposito oggi come gih fatto nel precedente confronto tenutosi sempre qui a Milano porto la
nostra esperienza in merito al processo di inertizzazione dell’amianto presente ad arborea un processo
altamente tecnoiogtco che attualmente rappresenta l’unica esperienza in Italia di bonifica e smaltimento
dell’amianto alternativo allo smaltimento in discarica, attraverso il quale si è intervenuti a ripristinare
due discarica abusive con presenza della fibra friabile dell’amianto .
Il trattamento di inertizzazione è coperto da brevetto Europeo il processo sfrutta le caratteristiche
intrinseche dell’amianto, il processo di inertizzazione ( trasformazione di fase per via termica ) e
condotto a temperature di 600/950 gradi consente la completa inertizzazione dell’amianto senza la
necessità di giungere alla temperatura di fusione.
Il procedimento si applica vantaggiosamente all’inertizzazione dell’amianto crisotilo e dei materiali e
rifiuti contenenti aisotilo quali cemento amianto scarti industriali materiali vari di demolizione e di de
coibentazione
I materiail inerti in uscita dal trattamento hanno caratteristiche chimico fisiche tali da potere essere
riutiiizzati ecco il percht! il tema del convegno svoltosi ad Arborea nel 2007 promosso dal
Coordinamento CGIL EX esposti di Oristano era ” Amianto da risorsa a problema da problema a risorsa”
Nel nostro convegno sono state illustrate esperienze diverse tra loro che hanno dimostrato
l’interessamento e lo studio di progettazione a vari Ilvelli di tecnologie di inertizzazione dell’amianto
atte a risolvere il problema in modo definitivo
inoltre sono stati illustrati i dati conseguenti alle analisi svolte dall’arpa di Regglo Emllia e
dal laboratorio amianto regione Sardegna presso l’impianto di inertizzazlone presente ad arborea riferiti
alla concentrazione di polveri residue durante la fase dl inertizzazione non possiamo che confermare che
i valori sono al di sotto da quelli previsti per legge.
Questo non significa che non esiste rischio in quanto abbiamo sempre sostenuto e continuiamo a
sostenere che non esiste soglia di non rischio ecco perche ancora oggi abbiamo qualche dubbio sul
processo di inertizzazione ma è altre tanto vero che non esiste alternativa ali’utiliuo di tecnologie
avanzate per la bonifica dell’amianto
Consideriamo assolutamente incomprensibile il silenzio delle istituzioni che , avendo responsabilità
primaria, non attivano gli strumenti necessari per studiare la fattibilità e l’attuazione del processo di
Inertizzazione dell’amianto nel nostro paese, che sia garanzia di sicurezza e di tutela del territorio e della
salute dei cittadini In questo contesto credo si rende necessario chiedere con forza al governo nazionale
di promuovere la conferenza nazionale amianto
Il sindacato non ha ruoli o funzioni di sponsor ma credo che abbia il dovere di sensibilizzare tutte le fone
istituzionali, politiche sociali ed economiche sul problema amianto al fine di trovare soluzloni definitlve
che garantiscono tutela ambientale e difesa della salute dei lavoratori dei cittadinl durante le fasi di
smaltimento e bonifica dei prodotti contenente la fibra amianto.
Per questo si rende necessario il coinvolgimento come già detto della CGIL Nazionale che si faccia
promotrice di istituire un coordinamento permanente Nazionale amianto che abbia al suo interno le
categorie sindacali del settore e le associazioni che a vario titolo hanno ruoli e compiti nel processo dl
bonifica ambientale finalizzata allo smaltimento dell’amianto.